7 febbraio
2026 Occhi sul Pian di Spagna (Legambiente, WWF, CROS Varenna,
ORMA)
Sabato 7 febbraio
le Associazioni ambientali riunite sotto il nome Occhi sul Pian di Spagna, con
la partecipazione del TCI hanno guidato cinquanta persone
divise in due gruppi, come da regolamento, nella visita alla Riserva Naturale
Pian di Spagna e lago Mezzola: prima una presentazione nella sede, poi una
passeggiata esplorativa fino all’agriturismo per il pranzo.
Sono 50 anni
che l’Italia ha aderito alla Convenzione
di Ramsar, unico trattato internazionale per la
tutela degli ecosistemi acquatici delle zone umide (paludi, acquitrini,
torbiere, bacini naturali e artificiali con acqua stagnante o corrente, dolce,
salmastra o salata ecc.) sottoscritto in Iran da un gruppo di governi,
istituzioni scientifiche e organizzazioni il 2 febbraio 1971. Oggi sono 172 i
Paesi, 2471 sono i siti designati per una superficie di oltre 255 milioni
di ettari. Il Pian di Spagna è riportato
al primo posto nell’elenco Ramsar delle 66 aree umide italiane d’importanza
internazionale.
Le aree umide del pianeta sono preziose e
purtroppo a forte rischio di riduzione e degrado. Offrono servizi
ecosistemici così importanti da essere considerate autentiche risorse per
sostenere la transizione ecologica: ricche di biodiversità, oltre il 40% delle
specie vegetali e animali dipende direttamente o indirettamente da esse,
assorbono carbonio in grande quantità, regolano il ciclo dell’acqua, tutelano
le risorse idriche attraverso il filtraggio dell’acqua.
Purtroppo nella
Riserva Naturale assistiamo ad un continuo
depauperamento del patrimonio arboreo. Nel
Piano del Sic (2010) viene specificato che: «è consentito il taglio di alberi
giunti a maturazione, pericolanti e/o per motivi fitosanitari, solo se ne è
prevista l’immediata sostituzione.» Tra i soggetti che meritano e necessitano
di difesa, gli alberi occupano un posto importante per il rifugio,
l’alimentazione e la nidificazione che offrono agli uccelli e agli altri
animali, per l’assorbimento di CO2, perché regolano il ciclo dell’acqua
stabilizzando il terreno, offrono ombra e frescura mitigando il clima,
concorrono a formare il paesaggio offrendo benefici psicologici.
Ricordando
che una buona gestione della Riserva si riconosce anche dalla cura che mette
nella conservazione degli alberi e delle siepi, abbiamo chiesto di conoscere alcuni dati di tale
prelievo a partire dal 2020: quante autorizzazioni sono state concesse; se
siano state subordinate alle condizioni previste dai Piani e dal Regolamento;
quante sono state le piantumazioni sostitutive e quale successo abbiano avuto; quanti controlli sono stati eseguiti;
quante sanzioni sono state elevate per l’eventuale mancata messa a dimora
sostitutiva.
Resta la nostra contrarietà più volte espressa e argomentata anche in sede di Conferenza di Servizi, alla costruzione di un nuovo ponte ciclopedonale sull’Adda. Da tempo chiediamo di verificare la possibilità di realizzare, come al Ponte del Passo, un passaggio sicuro per pedoni e ciclisti, accostato al ponte stradale esistente, senza moltiplicare i ponti in prossimità della foce, come consigliato dalla Soprintendenza e dalla Provincia di Sondrio, con minor spesa, impatto paesaggistico e disturbo per i volatili. Quest’area, infatti, costituisce un unicum paesaggistico in riva al Lario ed è di vitale importanza per un gran numero di specie di uccelli che la utilizzano durante le migrazioni, oltre che per la nidificazione e lo svernamento.

