sabato 9 maggio 2026

Giornata Europea dei Parchi: un invito a riscoprire la natura

Ogni anno, il 24 maggio, si celebra la Giornata Europea dei Parchi, una ricorrenza dedicata alla valorizzazione delle aree naturali protette in tutto il continente. L’iniziativa è promossa dalla EUROPARC Federation e nasce per ricordare l’istituzione dei primi parchi nazionali europei, avvenuta in Svezia nel 1909.

Questa giornata rappresenta un’occasione importante per riflettere sul ruolo fondamentale dei parchi: veri e propri scrigni di biodiversità, ma anche luoghi di educazione ambientale, turismo sostenibile e benessere per le persone. Non si tratta solo di spazi verdi da visitare, ma di ecosistemi complessi che contribuiscono all’equilibrio del pianeta.

Il tema del 2026, “Uniti dalla natura”, sottolinea quanto sia importante rafforzare il legame tra esseri umani e ambiente, ma anche tra territori e comunità. I parchi, infatti, non sono realtà isolate: fanno parte di una rete ecologica più ampia che permette la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali.

In tutta Europa – e anche in Italia – la giornata viene celebrata con eventi e attività per tutte le età: escursioni guidate, laboratori didattici, iniziative per famiglie e momenti di scoperta del patrimonio naturale locale. Un’opportunità concreta per avvicinarsi alla natura e comprendere quanto sia importante proteggerla.

La Giornata dei Parchi è, in fondo, un invito semplice ma potente: rallentare, uscire all’aria aperta e riscoprire il valore della natura che ci circonda.



domenica 8 febbraio 2026

7 febbraio 2026, Giornata Mondiale delle aree umide

 

7 febbraio 2026 Occhi sul Pian di Spagna (Legambiente, WWF, CROS Varenna, ORMA)


Sabato 7 febbraio le Associazioni ambientali riunite sotto il nome Occhi sul Pian di Spagna, con la partecipazione del TCI hanno guidato cinquanta persone divise in due gruppi, come da regolamento, nella visita alla Riserva Naturale Pian di Spagna e lago Mezzola: prima una presentazione nella sede, poi una passeggiata esplorativa fino all’agriturismo per il pranzo.

Sono 50 anni che l’Italia ha aderito alla Convenzione di Ramsar, unico trattato internazionale per la tutela degli ecosistemi acquatici delle zone umide (paludi, acquitrini, torbiere, bacini naturali e artificiali con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata ecc.) sottoscritto in Iran da un gruppo di governi, istituzioni scientifiche e organizzazioni il 2 febbraio 1971. Oggi sono 172 i Paesi, 2471 sono i siti designati per una superficie di oltre 255 milioni di ettari. Il Pian di Spagna è riportato al primo posto nell’elenco Ramsar delle 66 aree umide italiane d’importanza internazionale.

Le aree umide del pianeta sono preziose e purtroppo a forte rischio di riduzione e degrado. Offrono servizi ecosistemici così importanti da essere considerate autentiche risorse per sostenere la transizione ecologica: ricche di biodiversità, oltre il 40% delle specie vegetali e animali dipende direttamente o indirettamente da esse, assorbono carbonio in grande quantità, regolano il ciclo dell’acqua, tutelano le risorse idriche attraverso il filtraggio dell’acqua.

Purtroppo nella Riserva Naturale assistiamo ad un continuo depauperamento del patrimonio arboreo. Nel Piano del Sic (2010) viene specificato che: «è consentito il taglio di alberi giunti a maturazione, pericolanti e/o per motivi fitosanitari, solo se ne è prevista l’immediata sostituzione.» Tra i soggetti che meritano e necessitano di difesa, gli alberi occupano un posto importante per il rifugio, l’alimentazione e la nidificazione che offrono agli uccelli e agli altri animali, per l’assorbimento di CO2, perché regolano il ciclo dell’acqua stabilizzando il terreno, offrono ombra e frescura mitigando il clima, concorrono a formare il paesaggio offrendo benefici psicologici.

Ricordando che una buona gestione della Riserva si riconosce anche dalla cura che mette nella conservazione degli alberi e delle siepi, abbiamo chiesto di conoscere alcuni dati di tale prelievo a partire dal 2020: quante autorizzazioni sono state concesse; se siano state subordinate alle condizioni previste dai Piani e dal Regolamento; quante sono state le piantumazioni sostitutive e quale successo abbiano avuto; quanti controlli sono stati eseguiti; quante sanzioni sono state elevate per l’eventuale mancata messa a dimora sostitutiva.

Resta la nostra contrarietà più volte espressa e argomentata anche in sede di Conferenza di Servizi, alla costruzione di un nuovo ponte ciclopedonale sull’Adda. Da tempo chiediamo di verificare la possibilità di realizzare, come al Ponte del Passo, un passaggio sicuro per pedoni e ciclisti, accostato al ponte stradale esistente, senza moltiplicare i ponti in prossimità della foce, come consigliato dalla Soprintendenza e dalla Provincia di Sondrio, con minor spesa, impatto paesaggistico e disturbo per i volatili. Quest’area, infatti, costituisce un unicum paesaggistico in riva al Lario ed è di vitale importanza per un gran numero di specie di uccelli che la utilizzano durante le migrazioni, oltre che per la nidificazione e lo svernamento.














sabato 25 maggio 2024

resoconto fotografico della giornata

 

Pierfranco Mastalli racconta la storia dei luoghi




Al Sasso di Dascio


Al Fortino d'Adda




In Riserva del Pian di Spagna

Giornata Europea dei Parchi: un invito a riscoprire la natura

Ogni anno, il 24 maggio, si celebra la Giornata Europea dei Parchi, una ricorrenza dedicata alla valorizzazione delle aree naturali protette...